Il Progetto “STOP ALLA SOLITUDINE” intende contrastare la solitudine degli anziani e prevenire i malesseri psicofisici che essa comporta, favorendo la loro inclusione, coinvolgendoli il più possibile nella vita della comunità, privilegiando quelli che vivono isolati nelle proprie case, nelle baite, nelle cascine e nei condomini. Si intende fare del progetto sperimentale un modello replicabile in altri contesti territoriali biellesi.

Partendo da incontri pubblici informativi e di sensibilizzazione, il Progetto si propone di allargare la rete tra tutti i servizi esistenti/risorse sul territorio, pubblici, privati, ecclesiali, sindacali e del Terzo Settore in generale, che si occupano di anziani. L’intento è di coordinare l’esistente, già cospicuo ma frammentato, per consentire una risposta più efficace ai bisogni complessivi dell’anziano. Detto altrimenti: portare a pieno regime l’idea di rete, “componendo” il quadro del reale, scovando, valorizzando e collegando ogni tassello, rappresentato dagli attori già presenti ed attivi sul territorio, in vista del puzzle centrato sulla persona dell’anziano.

La diffusione di una rete capillare e coordinata sul territorio consentirà un utilizzo migliore delle forze, per una più ampia soddisfazione dei singoli bisogni, attraverso progetti individuali, concordati con il singolo anziamo, che prendano in considerazione non solo la visita amicale, la telefonata, trasporti per spese e visite mediche, ma anche attività socializzanti e di promozione dell’anziano e tutte le strategie atte alla valorizzazione e al benessere della persona. Intorno a tali progetti personalizzati, le singole realtà – istituzionali e non – attiveranno la loro parte di competenza e di ruolo, accordo tra loro.

Si porrà particolare impegno nella conoscenza e nel riconoscimento delle altrui competenze e relativi ruoli, per integrarsi reciprocamente, come risorsa e come occasione perché tutta la comunità si renda partecipe del benessere dei propri concittadini anziani.

Un ulteriore obiettivo atteso sarà il coinvolgimento attivo delle comunità territoriali.   

È inoltre previsto un convegno conclusivo, che illustrerà le “buone prassi” sperimentate, le attività sviluppate e lo stato di allargamento della rete territoriale.